Niente aggiornamenti succosi, come era
ovvio che fosse, ma
cacchiate stratosferiche, come era ancora più ovvio e scontato.
Approfitterò del vuoto lasciato dalla partenza di Carlotta e Marco per raccontare un aneddoto che tra diversi anni io e questi due temerari potremo raccontare ai nostri figli, con un orgoglio e fierezza.
Era una giornata tiepida, in quella Tokyo che lentamente si stava risvegliando da un lungo, rigido e fastidioso inverno..

Ma anzi no, non è quì che il nostro incontro non deve cominciare. E' una storia che inizia prima, non molto prima però.
Una storia iniziata per puro caso, quando alla ricerca di cibo messicano la Risupper e gli M&M (che dovrebbero essere
Marco&Carlotta, ma che d'ora in poi saranno M&M per brevità di scrittura), passarono davanti al regno della Ciambella, nella centralissima
Shinjuku Southern Terrace, luogo chic e senza tempo, che guarda caso si affaccia proprio sul
Takashimaya Time Square, regno dell'Acquisto Impossibile, tra Dolce&Gabbana, Armani e Burberry.
Ma noi, si parlava di Ciambelle. E quando si dice ciambelle a Tokyo, si dice
Krispy Kreme. Il sublime fatto ciambella, che non può nemmeno essere accostato al vile e marrano Mr Donazzo, e alla sua untuosità. No, Krispy Kreme è la Divina Commedia della Ciambella.
La Divina Ciambella.Ovviamente per accedere al
Paradiso della Ciambella bisogna cuccarsi in media un'ora di tragitto che passa dall'Inferno, Purgatorio e Limbo compreso (con tanto di Caronte nipponico dotato di divisina e cappellino blu in tinta), pioggia tropicale, caldo africano e flagello di locuste che sia. Ma per le Ciambelle, questo ed altro.
E fu così, che lo spirito di
Homer Simpson si impadronì dei nostri tre corpi, reduci da una gita di un giorno ad Odaiba, decisamente lacerante, e da una pausa di 5 ore nella mia bettola preferita di Shinjuku (che ho scoperto avere una filiale a Shibuya, con camerieri molto gyaru-o, per la mia gioia). Dopo tutta questa stanchezza, che fare di meglio se non gettarsi a capofitto davanti alle porte ancora chiuse di Krispy Kreme, dietro alle quali si stavano producendo le mitiche ciambelle?
Primi arrivammo. Primi mangiammo.
Le porte di Krispy Kreme si aprirono davanti a noi, primi in
pole position. Una coda di oltre un'ora, formatasi già alle 6 di una fredda mattina Tokiota, si stava accalcando dietro a questi tre corpi italici, primi in questa corsa contro al tempo.
A fu così, che alle 7 precise, in puro stile giapponese, le porte del Paradiso si aprirono davanti a noi, ed un angelo dagli occhi a mandorla ci porge una ciambella appena sfornata. Ho fatto l'amore con il sapore [cit.].
Morale della favola, siamo usciti dal negozio con
due box di ciambelle da 12 pezzi l'uno. Ingordi.
Ma che booooone*__* Inutile puntualizzare che sono state divorate con la foga che ha PacMan nel mangiare le palline bianche, che però non saranno mai e poi mai deliziose quanto queste ciambelle.
FOCUS ON:
Krispy Kreme Line(da guardare, per rendersi conto di cosa sia una coda CHILOMETRICA, roba che la coda alla posta non sarà più la stessa ai nostri occhi).
Altra cosa da segnalare, per gli amanti più duri&puri del genere J-rock... Ieri ho fatto una gitarella in quel di Suidobashi, zona Tokyo Dome.
Io e Tomo abbiamo avvistato una folla spropositata (e secondo Tomo questi erano tutti "giocatori di cavalli" -c'è un ippodromo lì vicino-), e nel mezzo di questa folla si cammuffavano malamente degli strani personaggi con capelli rosso fuoco, fuxia, blu elettrico, con altrettanto eclettici costumi... fan&cosplayers della band miliare del genere rock giapponese, gli
X-Japan.
Come mai erano tutti concentrati nella zona del Tokyo Dome? Semplice, per via dei due giorni di concerto della band, riunitasi per questa occasione (meno, hide, venuto a mancare diversi anni fa).
xx
Alimango